Hojo Fan City

 

 

 

Data File

Rated G - Prose

 

Auteur(s): TOKRA

Traducteur(s): marziachan

Status: Complète

Série: City Hunter

Histoire d'origine:

Bzzzzzzzzzzzzz

 

Total: 1 chapitre

Publiée: 28-02-10

Mise à jour: 28-02-10

 

Commentaires: 10 reviews

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Humour

 

Résumé: Quando tutto non va come previsto...

 

Disclaimer: Tutti i personaggi di "Bzzzzzzzz" sono di proprietà esclusiva di Tsukasa Hojo.

 

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   Traduction :: Bzzzzzzzzzz

 

Chapitre 1 :: Bzzzzzzzzzzzzz

Publiée: 28-02-10 - Mise à jour: 28-02-10

 


Chapitre: 1


 

Miki guardava Falcon, pensando che doveva fare qualcosa, non ne poteva più della fobia di suo marito per i gatti. Quando improvvisamente serrò il pugno. Aveva trovato una soluzione! Ma perché non ci aveva pensato prima!?  

 

- Caro, salgo cinque minuti. Ti occupi tu del bar?  

 

Falcon borbottò tra i denti, ma Miki lo prese come un si, salì nella sua camera e frugò in un armadio.  

 

Qualche minuto più tardi, ridiscese, l’oggetto che aveva cercato infilato in tasca. Quando all’improvviso la porta del bar si aprì bruscamente.  

 

- Miki! Amore mio! Dai un bacio al tuo Ryo!  

 

Il povero Ryo si ritrovò sotto uno dei martelloni della sua socia, che si sfregò le mani con aria soddisfatta, prima di andare a sedersi al suo posto abituale. Kaori salutò la sua amica, mentre Ryo si estirpava da sotto quello strumento di tortura per poi andare a sederti accanto alla sua socia.  

 

Le due donne stavano parlando tranquillamente, davanti una tazza di caffè quando la porta del Cat’s Eye si aprì nuovamente e questa volta su un altro maniaco che si avventò su Kaori.  

 

Kaori non si lasciò sopraffare e tramortì l’americano che non chiedeva altro.  

 

Ryo ne approfittò per allungarsi sopra il bancone per palpeggiare Miki. Ma non ebbe il tempo di fare molto, che un vassoio lo stordì e si ritrovò con un bazooka davanti il naso.  

 

Tuttavia, Ryo era soddisfatto. Era riuscito a rubare un oggetto a Miki. E volendo mostrare la sua scoperta al suo amico, esclamò dopo aver lanciato un’occhiata complice a Mick:  

 

- Bene, qui l’accoglienza è sempre così gradevole a quanto vedo! Vieni Mick, andiamo in un posto dove ci sono delle donne che aspettano solo noi!  

 

I due pervertiti lasciarono il Cat’s Eye sotto lo sguardo dubbioso di Kaori. Sospettava che i due uomini stessero preparando qualcosa di losco. Doveva stare attenta a qualunque comportamento sospetto.  

 

Ryo e Mick scivolarono rapidamente in un vicolo e Ryo mostrò quello che aveva sottratto a Miki: un dittafono. Si misero ad ascoltare quello che c’era registrato sulla cassetta e un’idea strampalata venne loro in mente.  

 

 

Qualche minuto più tardi, rifecero la loro apparizione al bar, affermando che in fin dei conti non avevano la forza di recarsi fino ai locali che frequentavano. E mentre Mick faceva da diversivo, Ryo depose discretamente il dittafono dietro il bancone, un sorriso meschino sulle labbra. E come se niente fosse, tornò a sedersi accanto alla sua socia.  

 

Il pomeriggio trascorse, intervallato da lanci di martelli e vassoi sulla testa dei due pervertiti, e alla fine Mick, Kaori e Ryo si congedarono dai due proprietari del bar. Fecero assieme la strada di ritorno verso i rispettivi appartamenti. Sul cammino, Kaori apostrofò ai due uomini:  

 

- So che state preparando una stupidata voi due! State attenti, vi tengo d’occhio!  

 

- Noi? – dissero i due maniaci in coro.  

 

- Ma Kaori cara, che cosa vai ad immaginare? – aggiunse Ryo.  

 

Kaori rimase dubbiosa ma non instette.  

 

 

Nello stesso momento, Falcon tese a Miki, un oggetto che aveva trovato dietro al bancone.  

 

- Tieni Miki! L’ho trovato per terra sotto il bancone.  

 

La donna riconobbe il suo dittafono e si chiese come fosse caduto dalla sua tasca, ma non voleva mostrarlo a suo marito, allora gli rispose:  

 

- Dev’essere di Kaori, deve averlo perso quando a tramortito Ryo o Mick.  

 

Poi impadronendosi dell’oggetto che si premurò di far scivolare nella sua tasca, aggiunse:  

 

- Glielo ritornerò la prossima volta che verrà qui!  

 

Qualche ora più tardi, Miki e Falcon andarono a dormire. Distesa accanto a suo marito, la barista attendeva che quest’ultimo si addormentasse.  

 

Quando fu sicura che Falcon non si sarebbe risvegliato, tirò fuori il suo dittafono da sotto il cuscino, e ci collegò delle cuffie, prima di farle scivolare sulle orecchie di suo marito. Premette su play, e si rimise a letto, sperando che la sua seduta di ipnosi funzionasse.  

 

 

Il giorno dopo, Miki si risvegliò per prima e tolse le cuffie dalle orecchie di Falcon. Si fece una doccia e fischiettando, scese ad aprire il bar.  

 

Suo marito non tardò a raggiungerla. Allora discretamente la barista accese un piccolo registratore e un leggero miagolio risuonò nel locale.  

 

Ma contrariamente al solito, Falcon non ne fu impaurito. Con calma, rispose a sua moglie:  

 

- Un gatto! Hai sentito Miki, c’è un gatto da qualche parte nel bar.  

 

Miki sarebbe saltata di gioia. Falcon non aveva più paura dei gatti! Ma perché non ci aveva mai pensato prima?  

 

Ma non ebbe il tempo di assaporare la sua riuscita, che la porta del bar si spalancò di colpo. Due maniaci fecero un’entrata assordante nel Cat’s Eye. Ed entrambi si precipitarono verso la barista.  

 

Ma furono bloccati nei loro movimenti da due martelloni che gli spiaccicarono al suolo. Kaori fece la sua comparsa nel bar e saluto i suoi due amici.  

 

Quando Mick e Ryo si rialzarono, Ryo andò a sedersi sullo sgabello accanto a Kaori ed esclamò:  

 

- Umibozu! Come sta la mia testa di polipo preferita!  

 

- Io non sono una testa di polipo! Sono un’ape!!!!!!!! – esclamò l’ex-mercenario.  

 

Poi di colpo Falcon iniziò a correre per il locale.  

 

- Bzzzzzzzzzzzzzz – faceva zigzagando tra i due pervertiti.  

 

Mick e Ryo erano piegati in due dal ridere nel bel mezzo del bar. Mentre Miki e Kaori guardavano lo «spettacolo» di Falcon, completamente senza parole. Una goccia di sudore rotolava giù dalle loro tempie e un nugolo di corvetti passarono dietro di loro.  

 

- Falcon che ti prende! Perché fai la vespa?  

 

- Io non sono una vespa! Sono un ape! Bzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz  

 

Miki non ne poteva più, così urlò:  

 

- Falcon smettila di fare l’ape!!!  

 

Falcon non si mosse più. Miki, sollevata, pensò che Falcon avesse finalmente smesso di dare i numeri, ma il suo sollievo fu di corta durata, poiché la voce austera di suo marito risuonò e l’uomo si mise a cantare:  

 

 

Vola, vola, vola vola, vola l'Ape Maia  

gialla e nera nera e gialla e tanto gaia  

 

Vola sopra un monte, sfiora il cielo  

per rubare il nettare da un melo  

 

Vola, vola, vola vola, vola l'Ape Maia  

gialla e nera nera e gialla e tanto gaia  

 

Il grillo canterino si è svegliato  

fa la serenata a tutto il prato  

 

Vola, vola, vola vola, vola l'Ape Maia  

gialla e nera nera e gialla e tanto gaia  

 

Finché il ragno tesse la sua tela  

mentre il vento la sua trama svela  

 

Vola, vola, vola vola, vola l'Ape Maia  

gialla e nera nera e gialla e tanto gaia  

 

Vola, vola, vola vola, vola l'Ape Maia  

gialla e nera nera e gialla e tanto gaia  

 

 

Miki era sconvolta dal comportamento di suo marito, si domandava che gli stesse succedendo:  

 

- Caro, ma che ti prende?  

 

Falcon sembrò irrigidirsi un istante, poi si voltò in direzione di sua moglie.  

 

- Di che parli Miki?  

 

La barista si avvicinò a suo marito. Sembrava essere ridiventato normale.  

 

- Insomma Falcon, hai appena fatto il giro del bar ronzando, e hai cantato la canzone dell’ape Maya.  

 

- L’ape Maya? – chiese Falcon.  

 

- Sai la canzone dell’ape Maya! – affermò Ryo.  

 

Falcon si irrigidì di nuovo e...  

 

- Vola, vola, vola vola, vola l'Ape Maia... gialla e nera nera e gialla e tanto gaia  

 

- Caro!! – urlò Miki.  

 

Falcon smise subito di cantare.  

 

- Cosa?  

 

- Hai ricominciato!!!  

 

- Tua moglie ha ragione testa di polipo!!! Tu hai...  

 

- Non sono una testa di polipo!! Sono un’ape!!! – esclamò Falcon. – Bzzzzzzzzzz!!!!!!!!!  

 

- Caro smettila!!!!! – esclamò Miki.  

 

Falcon ridiventò normale d’un colpo. Improvvisamente Miki capì che qualcosa era andato storto durante la seduta d’ipnosi, doveva porci rimedio immediatamente.  

 

- Kaori ti affido il bar due minuti! Vieni con me Falcon!  

 

I due proprietari lasciarono la stanza, mentre Kaori guardava con aria sospettosa i due compari che ridevano ancora per lo scherzo che avevano appena fatto a Falcon.  

 

Arrivati nella loro camera, Miki fece sdraiare Falcon ed afferrò il dittafono, e ascoltando il nastro, comprese il perché della reazione di suo marito. E comprese anche che aveva solo un'unica soluzione: disipnotizzarlo. Cosa che fece a malincuore perché adesso avrebbe avuto nuovamente paura dei gatti.  

 

Ma Miki non volle fargliela passare liscia, avrebbe reso pan per focaccia ai due pervertiti, e si sarebbero pentiti dello scherzo che avevano appena giocato a Falcon, dato che per colpa loro, lei aveva dovuto confessare a Falcon che l’aveva ipnotizzato.  

 

Allora sempre dal piano di sopra, la donna chiamò Mick che si premurò di raggiungerla, e qualche minuto più tardi, chiamò Ryo.  

 

Kaori che si ritrovò sola nel bar non ci capiva più niente. Ma non ebbe il tempo di porsi troppo domande dato che Mick, Ryo, Miki e Falcon fecero la loro ricomparsa.  

 

Kaori fu sorpresa quando vide che Falcon non sembrava arrabbiato, mentre sosteneva per il collo della giacca i due maniaci che si dibattevano. Gli posò ognuno su uno sgabello, chiedendogli di non muoversi. E neppure di cercare di seccare Miki se volevano restare in vita. Trovando che non se la stavano cavando cosi male in confronto allo scherzo che aveva no giocato a Falcon, i due rimasero saggiamente seduti ognuno al suo posto.  

 

Quando all’improvviso la barista si sporse verso Mick, e gli mormorò con voce languida:  

 

- Sai Mick, adoro il colore dei tuoi capelli, mi fa pensare a... Accidenti come si chiamava quel cartone animato... Aiutami Kaori! Hai presente quel cartone animato con una bambina bionda che viene trovata vicino ad un orfanotrofio.  

 

- Candy? – suggerì Kaori.  

 

- Si quello!..... Mick che cos’hai? – chiese falsamente sorpresa Miki, girandosi in direzione dell’americano.  

 

Mick si era alzato all’improvviso e si era diretto verso la dispensa sotto gli occhi sorpresi di Kaori e Ryo mentre Falcon se la rideva sotto i baffi e Miki si tratteneva per non scoppiare a ridere.  

 

Mick fece la sua ricomparsa qualche istante più tardi, con una scopa in mano. All’estremità di quest’ultima si trovava una sorta di straccio a frange che Mick stacco dal manico. E senza alcuna cerimonia alcuna, si posò il moccio sulla testa. E di colpo, iniziò a saltellare per il bar, cantando con la sua bella voce profonda.  

 

 

Un sorriso che non si spegne mai  

Dolce Candy a tutti porterai  

 

La serenità della verità  

Dolce Candy ti accompagnerà  

 

E' tua amica la semplicità  

che ogni porta sempre ti aprirà  

Candy  

(uuuh)  

 

Ti comporti con generosità  

anche nelle avversità  

 

Candy la felicità vedrai ritornerà  

con te per sempre resterà  

 

Dolce Candy  

candido fiore  

Dolce Candy  

col buonumore ovunque arriverai  

 

 

Lo stupore di Ryo si trasformò rapidamente in un gigantesco scroscio di risa, era letteralmente piegato in due, si stava rotolando sul pavimento, mentre delle lacrime gli colavano lungo le guancie.  

 

Un po’ infastidita di vedere il suo socio comportarsi in quel modo, Kaori intervenì:  

 

- Smettila di fare il bambino!  

 

Lo sweeper smise sul colpo di ridere e si rialzò. Poi sotto lo sguardo felicissimo di Miki, poiché senza volerlo Kaori aveva pronunciato le parole che erano necessarie per far scattare l’ipnosi, si mise a cantare:  

 

 

E’ arrivato finalmente il momento delle risa e dei canti  

Nell’isola dei bambini  

E’ tutti i giorni primavera  

E’ il paese gioioso di bambini felici  

Di mostri gentili  

Si, è un paradiso  

 

Questo giardino non è lontano  

Poiché basta un po’ di immaginazione  

Perché tutto intorno a voi  

Nascano questi fiori, queste risa e queste canzoni  

 

Se soltanto i vostri genitori  

Avessero voglia di vivere nella nostra isola  

Ogni cosa sarò molto più allegra  

E per ognuno la vita sarà più facile  

 

Ma la sera, nel buio  

Quando al caldo, la vostra giornata si conclude  

Potrete invitarci  

A ritornare ogni notte nei vostri sogni  

 

La lala lala  

Lala lalala...*  

 

 

- Ryo!!!! – esclamò la sweeper  

 

- Non sono Ryo! Il mio nome è Casimir!  

 

A quelle parole Kaori crollò al suolo, un corvetto che passava dietro la sua testa. Ryo si precipitò da lei:  

 

- Presto Kaori torniamo a casa! Voglio mangiare del gloubi-boulga!  

 

Strattonò la sua socia per la manica la quale non ebbe altra soluzione che seguirlo.  

 

Mick gli andò dietro continuando a saltellare ed a cantare.  

 

Rimasti soli nel bar, Miki e Falcon si guardarono e scoppiarono a ridere, quando all’improvviso Miki esclamò:  

 

- Accidenti, ho dimenticato di disipnotizzarli.  

 

- Lasciali cosi! Non gli farà male! E poi è tutto qui dentro! Non si sa mai, potrebbe servirci un giorno! - disse Falco, tamburellando leggermente sulla piccola videocamera che aveva in mano.  

 

- Hai ragione Caro! Questo gli insegnerà ad averti costretto a fare l’ape!  

 

Miki vide in quel tempo il viso di Falcon trasformarsi, e improvvisamente l’uomo iniziò a cantare:  

 

 

Vola, vola, vola vola, vola l'Ape Maia  

gialla e nera nera e gialla e tanto gaia  

 

Vola sopra un monte, sfiora il cielo  

per rubare il nettare da un melo  

 

Vola, vola, vola vola, vola l'Ape Maia  

gialla e nera nera e gialla e tanto gaia  

 

 

 

 

 

_______________________________  

* E’ la sigla di un programma francese per bambini con protagonista un dinosauro che si chiama Casimir. Il cui piatto preferito è una torta che si chiama gloubi-boulga.  

 

 


Chapitre: 1


 

 

 

 

 

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