Hojo Fan City

 

 

 

Data File

Rated G - Prosa

 

Autore: Stel

Status: In corso

Serie: City Hunter

 

Total: 5 capitoli

Pubblicato: 08-04-06

Ultimo aggiornamento: 20-05-06

 

Commenti: 4 reviews

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DrameGeneral

 

Riassunto: Ho faticato un pò per scrivere questa fic. Non tanto per il testo, ma ricercavo la perfezione. Ora che sono giunta alla conclusione che ho davvero molta strada da fare, non vale la pena di aspettare. Pubblico accettando ogni tipo di critica. Grazie a tutti!

 

Disclaimer: I personaggi di "Titolo da cambiare" sono proprietà esclusiva di Tsukasa Hojo.

 

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   Fanfiction :: Due strani tipi

 

Capitolo 3 :: Quarto capitolo.

Pubblicato: 26-04-06 - Ultimo aggiornamento: 26-04-06

 


Capitolo: 1 2 3 4 5


 

Quarto capitolo.  

 

Il distretto è affollato, fin troppo per i suoi gusti. Sbatte la cartella gialla contro la scrivania, e si siede snervata sulla poltrona. La riunione è stata piuttosto pesante, né avverte lo sfinimento, il colonnello si è altamente lamentato per la protezione inadeguata, limitandosi a cazziarla e a sbatterle le sue rimostranze in faccia. E per finire al meglio la giornata, è stata gentilmente informata dell’affibbiazione di un nuovo compagno. Come se non bastasse sopportare suo padre, pardon, il generale, per tutto il sacrosanto giorno.  

Fa mente locale portandosi la ciocca dietro l’orecchio.  

Il caso è complicato.  

Ok.  

I vari tentativi di furto, gli omicidi, lo spaccio, i governi contrari..  

“Non combacia, non combacia!” pensa prostrata.  

Si infila le mani nei capelli, ci mancava giusto il nuovo collega! Io lavoro da sola, perché non lo vogliono capire. Beh, da sola. .qualche volta mi faccio aiutare da Saeba, ma mica sempre! Sorride pensando al suo socio d’affari e questioni private, peccato che in questo periodo non vada tanto bene, altro che rosa e fiori!.. piagnucola ripesando allo strano comportamento del cocciuto.  

La sua vita privata sta prendendo una brutta piega.  

Non capisce cos’ha, ha provato a parlarci, ma l’uomo insiste nel suo mutismo. S’è chiuso a riccio, la evita come può, “e ci riesce benissimo!” Pensa seccata.  

Anche nell’appartamento.  

Quand’è stata l’ultima volta che hanno fatto l’amore?  

…  

Giorni di magra!  

“Mi ha sbattuto educatamente fuori dal letto!”pensa frustrata.  

Ma non era lo stallone di Shinjuku? La poliziotta si spazientisce. La cosa va chiarita e al più presto. Ha bisogno di smaltire tutto il nervosismo accumulato in questi giorni, e cosa c’è di più rilassante di una bella prestazione sessuale?!  

“Nulla, quindi o chiarisco o divento pazza!”  

Sfoglia la cartella, immagini su immagini, rapporti su rapporti.  

Non ce la fa a pensare, è stanca, ha bisogno di una doccia calda, meglio se bollente. Il suo cervello fa il forfait al ricordo dell’ultimo bagno fatto insieme al suo amante, nonché Ryo.  

“Cristo..” pensa imbarazzata andando in fumo.  

 

Non era stata mai abituata a cose simili.  

Neanche con Jeff.  

 

….  

 

“Basta” si dice.  

Con noncuranza prende la borsetta e le chiavi della macchina, informando il caro paperino che s’è scervellata abbastanza per oggi. Attraversato il corridoio, il suo cellulare prende a suonare.  

Ennò, pensa incavolata leggendo il nome sul display.  

Lavoro.  

 

Entra nell’ascensore. Almeno lì nessuno potrà disturbarla, il cellulare non prende.  

Pensa soddisfatta.  

E’ ora di rientrare nel suo appartamento.  

Come accade da un po’ di giorni a questa parte lo trova vuoto. Mugola qualcosa di incomprensibile entrando in cucina. Non ha pranzato oggi e il suo stomaco richiede cibo. Da brava non lo accontenta, preparandosi una buona tazza di caffè- il settimo della giornata.  

“Non posso essere più nervosa di così”. Pensa a quello che succederà al suo rientro, entrando nella loro camera.  

Vuota…  

Accarezza il suo cuscino, porta il suo odore..  

“Forza ragazza, vedrai che è nulla! Chiarisci le cose e tutto si aggiusterà!”  

Si spoglia lentamente. Il suo corpo percepisce la mancanza delle sue mani su di esso.  

Avvolge lentamente l’asciugamano intorno a sé mentre l’aroma del caffé si sparge nell’abitacolo.  

E’ da tanto che non si concedeva un momento di intimità.  

Rientra in cucina per prendere la tazza fumante. Non sente più le proprie gambe, grazie ai tacchi le ha distrutte. Né sorseggia un goccio.  

Schifata lo sputa nel lavandino.  

“Lo zucchero!” pensa alterata guardando il barattolo di sale..  

 

Sconsolata abbandona la tazza nel lavello.  

 

“ E se non c’è l’acqua calda, mi sparo!” sbotta verso se stessa.  

Si reca nel bagno riempiendo la jakuzi con l’acqua fumante.  

 

 

Si sbarazza dell’asciugamano e immerge nella vampata.  

 

La sua vita era cambiata dalla A alla Z.  

Dopo la rottura con Maki e la sua morte, si era trasferita dall’unica persona che condivideva il suo dolore, nella palazzina a mattoni rossi aveva recuperato pian piano la voglia di vivere. Del resto, anche Ryo era rimasto sconvolto dalla morte del socio e, come se non bastasse non aveva mantenuto la promessa fattali in quella serata piovosa.  

Non si era minimamente preoccupato per la sorte dell’unico rimanente della famiglia Makimura, o meglio, non trovando la forza di prendersi la responsabilità della piccola donna, le aveva mandato una scatolina contenete un anello e una lettera dove rivelava la sua vera storia .  

Non aveva il coraggio di guardare quei occhi annegati nel dolore straziante e rivedere il viso dell’amico.  

Un uomo sopravvissuto all’inferno dell’america meridionale, non aveva la forza di affrontare una persona distrutta dalla disperazione.  

…  

La piccola si era trovata sola.  

 

Lei lo sa che non se l’era mai perdonato.  

 

 

Dopo la morte del fratello, Kaori aveva scovato i suoi assassini facendoli secchi uno alla volta. Lei, una ragazzina fino a quell’episodio, s’era macchiata le mani, e la coscienza.  

Non sapendo che fare di sé, aveva intrapreso la via della malavita. Di certo sapeva che il fratello, da lassù, non condivideva la sua scelta.  

Ma cosa fare?  

 

I suoi insegnamenti le erano serviti per imboccare quella vita e farsi conoscere nell’ambiente.  

Dapprima come una ladra professionista e poi da sicaria.  

Lo scherzetto giocatoli, sia alla polizia che a City Hunter, li aveva reso ridicoli davanti all’intera opinione pubblica e quella non-pubblica dei bassifondi.  

Dopo quello non ne aveva ricevuto le notizie.  

“Meglio così” si disse un giorno.  

 

Passando alle cose “serie” e più interessanti, ossia alla nascita bizzarra del rapporto (fuori luogo) tra lei e Saeba e alla loro attuale situazione..  

Col passare degli anni la loro relazione, prima fondata da una platonica amicizia, si era trasformata, seguendo i bisogni di entrambi, in un qualcosa di fisico e psicologico. Si erano dati alla fuga ognuno per conto proprio, seminando il dolore e il ricordo, e lasciandosi consolare da quello che in poi sarebbe divenuto amore.  

Sì, sa il destino gioca brutti scherzi.  

Chissà quando ne avrà abbastanza..  

 

 

La poliziotta si era addormentata nella vasca, l’acqua diventata fredda, le sfiorava delicatamente la pelle, una mano ben conosciuta le accarezzava la tempia .  

L’uomo chino bisbigliava frasi sconnesse.  

I suoi occhi percorrevano il corpo della donna , dolcemente abbandonato nell’acqua, doveva fare qualcosa per farsi perdonare.  

Distratto dalla visione paradisiaca non si accorse del risveglio della ragazza.  

Lei da canto suo, decise di non farsi scoprire e assaporare quelle dolci –ma rare, ormai-note, aspettandosi e sperando in una qualche reazione.  

Ryo, ripresosi, delicatamente prese il corpo esile, ancora bagnato fradicio, e facendo attenzione lo portò nella loro camera da letto, posandolo sulle lenzuola.  

 

Dalla donna partirono delle malferme lamentele quando sentì il materasso sprofondare sotto il loro peso..  

 

“Scusami” mormorò sulle sue labbra prendendo ad accarezzarla.  

 

“Fa l’amore con me, Ryo”  

 

 

…  

 

 

 


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