Hojo Fan City

 

 

 

Data File

Rated G - Prosa

 

Autore: Stel

Status: In corso

Serie: City Hunter

 

Total: 5 capitoli

Pubblicato: 08-04-06

Ultimo aggiornamento: 20-05-06

 

Commenti: 4 reviews

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DrameGeneral

 

Riassunto: Ho faticato un pò per scrivere questa fic. Non tanto per il testo, ma ricercavo la perfezione. Ora che sono giunta alla conclusione che ho davvero molta strada da fare, non vale la pena di aspettare. Pubblico accettando ogni tipo di critica. Grazie a tutti!

 

Disclaimer: I personaggi di "Titolo da cambiare" sono proprietà esclusiva di Tsukasa Hojo.

 

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   Fanfiction :: Due strani tipi

 

Capitolo 5 :: Sesto capitolo

Pubblicato: 20-05-06 - Ultimo aggiornamento: 20-05-06

Commenti: Capitolo FORSE provvisorio. L'idea è questa, spero, però, che vada avanti senza che ci debba mettere anche il mio di cervello. =D. Prendetelo per com'è. Mi sto avventurando in questo di mondo, ah, dimenticavo la storia è totalmente ooc, non segue neanche un universo parallelo. Mi dimentico qualcosa. Ah, sì i personaggi qui sotto citati sono di mio e mio e ripeto mio diritto. Mi sto cominciando ad affezionare.. cosa ci posso fare... (1401 parole)

 


Capitolo: 1 2 3 4 5


 

Sesto capitolo  

 

 

La pioggia scorreva lenta sulla città. Le finestre appannate scendevano a compromessi con le gocce birichine che davano inizio al loro nuovo spettacolo. Le strade trafficate, riempite di rumori confusi, venivano battute dal nervosismo degli conducenti dei mezzi pesanti. I passanti al rifugio dall’acqua, si nascondevano sotto gli ombrelli stanchi dove il silenzio veniva calpestato dalla dolce melodia di un cielo in tempesta.  

Un ombra si affacciò alla finestra.  

 

L’appartamento semi vuoto.  

 

 

“A che punto stai?” si piegò sulla sua testa spegnendo la sigaretta nel posacenere.  

“Una ventina di minuti,poi mi spieghi perché non glie l’hai chiesto ai tuoi di uomini” precisò l’ometto seduto davanti al monitor. La velocità con cui pigiava i tasti era pazzesca, il continuo “allenamento” in quegli anni aveva fatto perfezionare la sua bravura e quindi aumentare la fama da haker professionista. Si aggiustò gli occhiali sul naso. Le lenti gli davano fastidio quando si trattava di passare “ore e ore” davanti al pc, “ma guarda tu”, prese la tazza di caffé leggendo attentamente ciò che appariva sullo schermo.  

 

“Mi devi dare un bel po’ di spiegazioni, caro fratellino” affermò serio guardandolo.  

L’uomo si mosse a disagio allentando il nodo alla cravatta.  

“Dopo, dopo, ora cercami sta puttana” gli rispose porgendoli la foto.  

“Chi è?” chiese incuriosito dall’immagine della ragazza cambiando postazione.  

“Se lo sapevo non venivo da te, no?” chiuse secco accendendosi un’altra sigaretta.  

“Non fare il cazzone, e con quelle ci crepi- disse indicando il pacchetto-..ahio, ma ti sei rincoglionito!?” chiese toccandosi il punto dolente.  

L’uomo non lo guardò neanche.  

“Stronzo!”ringhiò fra le labbra ritornando alla sua posizione e iniziando una nuova ricerca. Sapeva come era fatto quel tesoro- figlio della buona donna- di suo fratello “Acquisito” specificò a se stesso.  

 

 

La figura ritornò ad osservare la città in stato di confusione. Portò la sigaretta alle labbra assaporandone il piacere, aspirando il fumo e mandandolo giù per la faringe. L’avrebbe scovato quella troia.  

L’aveva semi-fregato (questa volta) di nuovo!  

Infastidito gettò il mozzicone a terra.  

Si spolverò la giacca, un po’ di cenere gli era finito sulla giacca!  

 

 

“E’ quasi fatto..” disse ad alta voce da farsi sentire dal segaiolo. “Interessante”  

Guardò lo schermo, “bianco?!”  

“Ehi, rammollito guarda che non c’è nulla qui” fece con aria altezzosa.  

L’uomo lo sentì appena “Cerca ancora”.  

“Se ti dico che non c’è nulla, non c’è nulla, lo vedi o no?!” cantilenò scocciato. Decise di non filarlo più per il bene della sua salute mentale “e fisica”pensò sfiorando di nuovo il punto dove l’aveva colpito prima. Il suo fratellino - acquisito si era dato da fare in quegli anni.  

Il tempo aveva cambiato anche lui.  

 

Pensò guardandolo di striscio.  

 

Chissà cosa gli passava in quella testa ammuffita. Un tempo era un ragazzino tutto educato, quello che saluta la madre col bacio in guancia davanti ai suoi amici, senza provare nessuna vergogna, quello che porta la spesa alla vecchietta.  

 

 

 

….  

 

“Mi hanno fregato, lei e un’altra” cominciò irritato indicando la foto. “Due anni fa per l’esattezza – prese a giocare con l’accendino- ti ricordi il caso di cui s’era parlato così tanto?”  

“Mhp”rispose interessato, accomodandosi meglio nella poltrona intento a non perdersi nemmeno una parola..  

 

“Ecco, quella volta mi umiliarono davanti ai miei superiori, facendomi fare la figura del perfetto cazzone agli occhi dell’intero mondo –disse avvelenato- e così mi sono giocato la promozione e la reputazione.. sai a cosa mi riferisco, no Arthur?”chiese fissandolo.  

 

“Non nei minimi particolari..” aggiunse l’uomo  

 

“Non te li sto a raccontare tutti, in poche parole l’esercito statunitense mi affidò il compito di proteggere un microchip sviluppato dai loro cervelloni, durante la conferenza, quella a Washington, per l’appunto e lì le puttane me lo fregarono da sotto il naso.”  

 

“Vorresti dire tu e quell’armata che ti porti a presso non siete riusciti a fermarle?!” chiese sbalordito. Non si aspettava che degli “agenti” di un certo livello si facessero fregare come principianti.  

 

L’uomo arrotolò le sopracciglia “ma tu guarda…”  

 

 

“Dimmi un po’,come si fanno chiamare?” chiese incuriosito. Toh, questa gli giungeva nuova , il suo fratellino aveva trovato pane per i suoi denti, allora! .. sorrise sornione.  

 

 

“Quella della foto non lo so ecco perché sono venuto da te immagina che neanche quelli del Kgb, che me l’hanno inviato, l’hanno scoperto, mentre quell’altra- fece una pausa-.. Tomasz” mormorò soprapensiero.  

Quel nome li provocava un certo solletichio nella gola.. se l’aveva domandato varie volte il perché. Ma non aveva mai trovato una risposta. “Sarà che è stato l’unico a fregarmi”.  

 

 

Il sorriso come comparso, scomparì velocemente.  

“..Ah” sibilò “sì che ne aveva sentito parlare, per Dio!”  

Altro che pane da mozzare, aveva di fronte un osso duro, chissà se questa volta se l’avrebbe cavato. Di certo lui non si sarebbe mai immischiato. Lui era un uomo per bene, in confronto! Si accese anche lui una sigaretta.  

 

 

Quell’abitacolo, pian piano stava diventando una pattumiera per mozziconi, l’h2o fu mandato in pensione.  

Non sì sentì provenire una parola per una decina di minuti. Ognuno perso in chissà quali pensieri..  

 

“Vincent?”  

 

“Mhp, dimmi”  

 

Sul viso del moretto apparse di nuovo il sorrisino.. la diceva lunga, quello!  

“Com’è andata veramente, cioè come cazzo hanno fatto?” chiese incredulo. Questa era da raccontare al bar, passi tutto, anche il sicario, ma per la puttana! E’ da vendere al miglior offerente.  

 

“ Sztel, te lo ricordi?”iniziò il moro.  

 

 

Dall’altro canto, a Vincent bruciava ancora. Lasciato dalla prima e “l’ultima” si promise, donna che mai aveva amato, quel colpo è stato duro da incassare. Soprattutto perché doveva aspettare altri tre anni per il passaggio all’ultimo, e definitivo, livello.  

 

Capo della CIA.  

A quell’età.  

 

 

Cosa da pochi, da Vincent Munez.  

Da madre portoricana e padre americano. Un miscuglio niente male, soprattutto per l’ appetito femminile.  

Un uomo affascinante, ricoperto da quell’aria misteriosa, che lo caratterizzava fin dall’età adolescenziale. Aveva quel “Non so che” che colpiva ogni donna. E di donne ne poteva avere a migliaia, di certo – “ma non come lei”.  

L’aveva capito lui, si trattava di Amore. Quello con la A maiuscola che si blocca sullo sterno e ti fa rimanere con il groppo in gola. E l’aveva capito anche il suo cuore dopo che lei l’ha lasciato scomparendo nel nulla. La cercò ovunque, ma di lei nessuna traccia. Da lì, nessuna donna aveva avuto tale influenza sul suo cuore, certo non sul suo corpo.. quello era un altro discorso.  

 

“La puttana..”  

 

E di certo quel scandalo non lo aiutò di molto in quel periodo . Ma, passato quello, si fiondò nel lavoro. Riguadagnandosi la fiducia dei capi. Le missioni dirette dal “colonnello”, se si poteva definire così, andavano tutte a buona conclusione, eccetto alcuni incidenti di percorso.. ma nulla di importante.  

 

“Quindi è stato grazie a lui?” terminò tagliando corto Arthur.  

 

“Sì” rispose sistemandosi la ciocca corvina e ritornando al lavoro.  

 

****  

 

 

“Ah, mi dimenticavo.. tu prova a rifilarla ‘sta storia ai tuoi amichetti, che poi ti raddrizzo io” lo minacciò guardando le sue parti basse.  

 

Arthur ebbe un sussulto, sapeva che quello non scherzava. Lui sapeva! Si ricorda bene quello che ha fatto alla sua donna e al suo amico quando gli aveva trovato a letto insieme …  

 

 

Munez, così, lasciò l’appartamento, salutando cordialmente il fratellino. Con i risultati in mano mise in moto la GranSport Spyder. Lasciando l’affare in sospeso.  

 

 

“Per poco”  

 

 


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