Hojo Fan City

 

 

 

Data File

Rated G - Prosa

 

Autore: Stel

Status: In corso

Serie: City Hunter

 

Total: 5 capitoli

Pubblicato: 08-04-06

Ultimo aggiornamento: 20-05-06

 

Commenti: 4 reviews

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DrameGeneral

 

Riassunto: Ho faticato un pò per scrivere questa fic. Non tanto per il testo, ma ricercavo la perfezione. Ora che sono giunta alla conclusione che ho davvero molta strada da fare, non vale la pena di aspettare. Pubblico accettando ogni tipo di critica. Grazie a tutti!

 

Disclaimer: I personaggi di "Titolo da cambiare" sono proprietà esclusiva di Tsukasa Hojo.

 

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   Fanfiction :: Due strani tipi

 

Capitolo 1 :: Primo

Pubblicato: 08-04-06 - Ultimo aggiornamento: 21-03-07

 


Capitolo: 1 2 3 4 5


 

Due strani tipi.  

 

Act 1.  

 

 

 

A corto di fiato la donna si sedete su una panchina del parco…  

 

“Non mi vuole” .. pensò amaramente “Non sono degna di essere la sua partner”..  

 

Un uomo in giacca e cravatta, che l’aveva notata correre prima, gli si avvicinò .. “Sei tu, kaori.. lo sapevo! “Mi sono preoccupato quando ti ho visto correre con la faccia tutta stravolta!”disse tutto d’un fiato impensierito.  

 

L’uomo si appoggiò al lampione, guardò la donna dritto negli occhi. La ragazza sorrise malinconicamente.  

 

“Lo sapevi, vero?- chiese sottovoce- Che la mia pistola … te ne sei accorta anche tu? Finì Mick congratulandosi per l’ingegnosa trovata dell’amico, così sarà tutto più facile pensò spostando il ciuffo da davanti gli occhi.  

 

“Ryo mi ha dato quella pistola perché non si fidava di me, non è vero? Non c’è dubbio il nostro lavoro è molto pericoloso ma lui non mi ha mai insegnato a sparare.. ciò significa che lui.. – continuò con il groppo in gola- non vuole che io continui a lavorare come sua assistente ..vero?!  

Questo è l’unico motivo?! Sbottò con le lacrime agli occhi.  

 

“Dimmelo Mick!” “Dimmi è così?” esplose nella sua direzione alzandosi dalla panchina…  

Il corpo dell’uomo s’irrigidì..  

“Non posso dire nulla.. però Ryo mi ha detto che.. tu sei importante perché gli sei stata affidata dal suo migliore amico..” finì guardando cadere una foglia dall’albero.  

 

“Come una cosa presa in custodia” urlò con il cuore in tumulto. Tutte le sue certezze costruite fin’ora caddero nel vuoto come un castello costruito in aria.  

 

“probabilmente non ha intenzione di farti vivere in questo modo, forse vorrebbe che tu tornassi a una vita normale.. credo che le cose stanno così” ribatté Mick approfittando del momento per insinuare il dubbio nel cuore della ragazza.  

 

“Sei sicuro? Ryo ha detto così?” domando kaori avvicinandosi sempre di più all’uomo in cerca di un qualunque conforto...  

 

“Sì.. kaori” rispose dubbioso.. “Hem, non ho detto bugie!” pensò ridiventando subito serio. “E che mi sento un po’ in colpa…”  

 

Il viso della donna s’irrigidì .. “allora…”  

 

L’uomo accortosi del mutamento, l’abbraccio con forza..  

“Io non farò come ryo! La donna che amo resterà per sempre al mio fianco! Per questo ti ho insegnato a sparare! La strinse ancor più forte approfittando dalla confusione che regnava in lei. “kaori.. vorrei stare con te! Per sempre..” finì avvicinando le sue labbra alla sua bocca.  

 

“Mi-Mick..” bisbigliò in preda all’incertezza …  

“Kaori…” la donna socchiuse leggermente le labbra, l’uomo la prese per il mento avvicinandosi ancor di più, “Un po’di più” pensò l’uomo ormai certo che…  

Si sfiorarono leggermente… quel contatto riportò la ragazza con i piedi per terra, facendosi forza sulle sue ultime energie che le erano rimaste lo allontanò da se ..  

 

“Scusami Mick, non ho le idee chiare” sussurrò scappando dall’uomo… “Mi batte ancor il cuore… - si disse poggiando la mano sul petto - scoprire i veri sentimenti di Ryo.. e poi, Mick tutto questo mi fa battere il cuore”  

 

Lasciato scosso e disorientato, si passò una mano sul viso. Non si trattava di un gioco adesso, non si trattava di fottere la donna del suo avversario per il piacere della vincita.. si trattava di amore, quello con la A maiuscola che ti blocca il cuore nella gola, facendolo andare su e giù come una pallina impazzita. “Ti sei ridotto male amico, ti sei innamorato” sussurrò a se stesso guardando la ragazza svanire nel traffico urbano della città.  

 

 

“Che cosa devo fare!?” si chiese disperata…  

 

Sentì una mano afferrarla, una donna dai lunghi cappelli corvini la fermò nella sua corsa.  

“Miki..”  

 

 

Appoggiate ad una ringhiera di un tratto stradale, le due donne parlarono dei suoi dubbie e delle sue incertezze..  

 

“Vuoi dire che è una sua regola rubare la fidanzata all’avversario?! E’ un suo principio? Domandò incredula all’amica. Ora capisco tutto… pensò guardandosi la punta dei piedi..  

“Mick ha il compito di uccidere Saeba, ma prima deve portarti a letto, ti è chiaro tutto questo, vero?” disse la ragazza guardando l’espressione di Kaori.  

“però…” cercò di ribadire non trovando nessuna spiegazione logica oltre quella…  

“lo so, può darsi che saeba non veda in te una vera compagna di lavoro ma una cosa è certa, ti considera una persona importante, per questo Mick..” finì sconsolata guardando l’amica sprofondare nell’enorme giacca..  

“No, pensa che io sia importante, solo perché gli sono stata affidata dal Yuki…” rimuginò abbattuta giungendo ad una fine…  

 

“Kaori!?”  

 

“E’ la stessa cosa, Miki, prima o poi mi lascerà!”  

“Per stare insieme a Ryo dovrò diventare una sua degna collega! Una compagna efficiente disse bisbigliando più a se stessa che all’amica… devo affrontare Mick in un duello concluse nella sua mente, allontanandosi per rimanere sola.  

“Grazie Miki per avermelo detto, adesso ci penserò” ribadì salutando l’amica.  

 

Miki guardò la sua schiena curva e la testa abbassata. Perché Saeba era così maledettamente stupido e insicuro!? Bastavano due semplici parole per far diventare quella ragazza la donna più felice del mondo…  

 

 

L’uomo dai capelli corvini si specchiò nella finestra. I suoi occhi si riflettevano come due fari nella notte.  

“lo sapevo che Kaori non sarebbe tornata” esordì l’uomo poggiato allo stipe della porta, il suo sorrisino beffardo la diceva lunga.  

“Sai dov’è kaori?” chiese Ryo girandosi lentamente verso il suo avversario.  

“No, precisamente no, ma in ogni caso una cosa è certa! Si sta avvicinando l’ora della nostra sfida!”attaccò sarcastico con la voce stridula..  

“A cosa stai pensando? Santo cielo, sei un uomo che non sa quello che vuole! Se kaori è importante per te, perché non glielo dici? Non fare sempre finta di niente ! Dimmi che cosa ne pensi?! Se di lei non te ne importa perché la proteggi? – urlò nella sua direzione- questo tuo modo di fare l’ha fatta soffrire molto, te ne rendi conto!? – l’uomo gli diede le spalle- ehi, rispondimi, smettila con queste indecisioni! Finì con la gola secca.  

 

“E tu a cosa stai pensando? Da quando in qua sei diventato un esperto di problemi amorosi? Perché sei così nervoso? Ribadì beccandolo in fragrante.  

“Non sono nervoso! Però quando penso ai sentimenti che prova kaori …ehi tu, dove vai? Vai a cercarla ?” urlò all’uomo che lo stava beatamente ignorando.  

Stufo delle sue continue canzoncine decise di fare un salto dalle sue amichette… “No, vado a cercarmi delle nuove ragazze” concluse avviandosi verso l’uscita.  

 

Restato da solo mick non potè far meno che dargli ragione, era nervoso ma dopo avere visto quell’espressione sul suo viso non poteva di certo rimanere indifferente- “mi sto comportando in maniera strana..”pensò ad alta voce. Il telefono di casa prese a squillare, l’uomo afferrò la cornetta in mano.  

 

“Ryo non c’è provi più tardi!” urlò nella cornetta seccato dallo scocciatore. Mick riconobbe la voce..  

“Oh, kaori sono Mick, che ti succede? Dove sei?” chiese pensieroso.  

“Vorrei parlare con te da sola..” continuò la ragazza..  

 

“Hi, hi hi, finalmente kaori mi ha dato un appuntamento!” disse piombandosi sul posto stabilito.  

“Eh, eh, eh che ti dicevo, Ryo?! Kaori è mia! Lo sapevo che sarei riuscito nel mio intento e tutto finisce con un happy- end!” esordì arrivando davanti ad un palazzo che si reggeva a malapena.  

 

“Che strani gusti, perché ha scelto la terrazza di un edificio in demolizione per dirmi che mi ama? Che abbia sbagliato posto?” si disse mettendo il mazzo delle rose sulle spalle. (da perfett gentiluomo che era, le rose erano scontate…)  

“Forse non vuole che ci veda nessuno.. è una ragazza molto riservata! E’ un po’ timida che carina…”  

“Aspettami, sto arrivando … KAORI!” esclamò tutto eccitato.  

 

Salito sul terrazzo dell’edificio vide una figura guardarlo dall’alto.  

Una donna in tuta lo osservava agguerrita.  

 

“Ah, Kaori che ti succede?Perchè hai un’aria così bellicosa?” domandò nella sua direzione chiedendosi ancora il perché della tutina.  

 

“E tu perché ti sei vestito in maniera così elegante? L’hai fatto perché ti devi battere con me? Chiese con l’aria assente.  

 

“Mi devo battere con te?- ripetè l’uomo perplesso .. che era ‘sta storia?! – vuoi dire che noi due.. qui?! Eh, eh, eh, kaori sei molto spiritosa! E’ uno scherzo…” la donna tirò fuori la sua arma.  

La sua canna rifletteva pericolosa alla luce della luna.  

 

L’uomo sembrò impassibile. Ma dentro di se si agitava un tornado. Non sembra uno scherzo pensò serio vendendo l’espressione della ragazza.  

 

“Come mai, perché dobbiamo batterci?!” chiese sperando in un ripensamento.  

 

“Non lo so!” gridò scoreggiata.”Non lo so! Tu…tu vuoi uccidere Ryo e siccome io sono la sua partner devo comportarmi così!” ribadì con la voce incolore.  

“Quando il tuo compagno è in pericolo devi cercare di salvarlo.. è la prassi fra colleghi!”  

 

Mick, sconsolato si mise seduto per terra, ma quant’era cocciuta quella donna!  

 

“Non so se facendo così Ryo si ricrederà riconoscendomi finalmente il mio valore, al momento non mi viene altro!” finì guadando l’uomo con la schiena curva.  

 

Il suo ragionamento contorto (non tanto poi) fece infuriare Mick.  

 

“Perché Vuoi continuare a restare con Ryo? Sono sicuro che sei stata male per lui altre volte! Eppure, perché resisti!?”  

 

“Se fossi in lui, non ti darei dei dispiaceri! Sai che cosa provo per te! Smettiamola con queste pagliacciate!” affermò sicuro.  

 

“senti mi hanno detto che è una tua regola rubare la donna all’avversario, vero?” spiegò la donna con il sorrisino sulle labbra facendo smorzare quello di Mick.  

 

“Mi hai preso in giro!” gli urlò contro “anche quando la ragazza non ti piace, fato che ryo non è fidanzato hai provato con me?!” enfatizzò con aria pacata.  

 

O Merda!  

 

“E’ vero, è un mio pallino! Ma questa volta faccio sul serio! Quello che ti ho detto non era una bugia! Credimi! ….Io ti amo!” esclamò Mick sperando che ci fosse una vaga possibilità di essere ricambiato.  

 

“Kaori, sei la prima ragazza che mi fa provare questa sensazione …” disse docilmente cercando di convincerla con le sole parole.  

 

“E’ la prima volta che sento queste parole da un ragazzo..sono molto contenta..però – continuò interdetta- tu vuoi uccidere Ryo! … E io non posso permettere questo! Pensò con le lacrime agli occhi..  

 

“Tira fuori la pistola Mick!” urlò contro l’uomo.  

 

Sorpreso dalla tanta caparbietà in una donna decise che quella era una faccenda che doveva risolvere con il suo partner, non con la donna che amava.  

 

“No, io vado a casa” disse rifiutandosi di combattere. “Non ho nessuna intenzione di battermi ocn te” e poi si sa già chi vince… io vado a casa!” dichiarò cristallino dandogli le spalle.  

 

Kaori prese un telecomando e premette un pulsante.  

Delle bombe piazzata prima dalla donna esplosero contemporaneamente facendo crollare un pezzo dell’edificio.  

 

Il pavimento sotto i piedi di Mick prese a tremare…  

 

“Non hai ancora capito! Ho collocato alcune bombe in questo edificio! Se premo un pulsante di questo telecomando, tutto l’edificio crollerà! Se non accetti di batterti con me lo spingerò! Capisci cosa voglio dire?!”  

“Su, tira fuori la pistola! Non ti resta che combattere con me oppure morire!” gridò con la gola secca.  

 

“Non sono d’accordo. Quindi dovrò rubarti il telecomando..” disse dirigendosi verso di lei.  

 

“se pensi che sia così facile…!” esclamò premendo il grilletto.  

Il proiettile andò a conficcarsi nel posto dove prima teneva poggiato il piede. Mick, automaticamente tirò fuori la sua arma puntandogliela a dosso.  

 

La donna nel frattempo scese al piano inferiore.  

 

 

“Stavo per spararle senza volerlo!” disse incredulo seguendola a sua ruota.  

 

“kaori mi senti?! Se fosse una vera sfida sarebbe già tutto finito te ne rendi conto?! Se avessi voluto – continuò schivando l’ostacolo- ti avrei già colpita, però ho cercaro di non farlo lo capisci il perché!?”  

 

Perché ti amo!  

 

“Sono troppo forte per te, facciamola finita con questa stupida sfida!” esclamò in preda al panico. Era capace di tutto, lei.  

 

“Hai ragione, non sono brava a sparare come te, ma a mio favore ci sono le trappole che ho collocato! E’ stato umobozu a insegnarmelo! Smettila di parlare! Se non combatterai sul serio te ne pentirai mick!” gridò esausta.  

 

L’uomo notò un’ombra spostarsi. Rapido gli corse dietro.  

 

“Finalmente ti ho preso amore mio!” disse afferrando la donna per le spalle. Non accorgendosi però, che si trattasse di un pupazzo… con una granata incorporata.  

 

Un rumore assordante si espanse nell’intero edificio.  

 

“Kaori non lascerò perdere! Questo è amore!” ululò scomparendo nel fumo che si era creato.  

La donna assistette alla fine dello sweeper. “Mi- Mick!”  

“Stupido per questo di avevo detto di combattere seriamente! Perché non ti sei battuto sciocco! Sei uno stupido Mick!? Esclamò piangendo.  

 

“Sono molto contento… sei preoccupata per me…” disse uscendo dalla penombra. L’uomo accortosi nella bomba si spostò appena in tempo per evitare il suo effetto .. mortale.  

 

Con le ultime forze Kaori impugnò la pistola cercando di mirare la sagoma di Mick. Questi rapido si sporse avanti afferrando l’arma e cadendo sopra di lei. “Finalmente ti ho preso amor mio!” bisbigliò abbrancandole le mani sopra la testa.  

“Non ci saranno combattimenti ora dovrai ricompensare con il tuo amore!” disse guardandole negli occhi. La ragazza girò il capo. Oltre l’umiliazione di essere stata sconfitta, ci si metteva lui con le sue assurde richieste. “Però sta arrivando uno scocciatore..” 

 


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